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Cos’è il risparmio energetico?

Il risparmio energetico è oggi più che mai una delle priorità della nostra società: i cambiamenti climatici ci stanno dimostrando che è necessario invertire la rotta e iniziare ad usare le risorse rinnovabili, a risparmiare, ad usare razionalmente l’energia. Anche le bollette energetiche delle nostre case ci stanno lanciando dei messaggi forti e chiari: le fonti tradizionali di produzione di energia diventano sempre più costose.

Risparmio energetico in casa

Il risparmio energetico è oggi più che mai una delle priorità della nostra società: i cambiamenti climatici ci stanno dimostrando che è necessario invertire la rotta e iniziare ad usare le risorse rinnovabili, a risparmiare, ad usare razionalmente l’energia. Anche le bollette energetiche delle nostre case ci stanno lanciando dei messaggi forti e chiari: le fonti tradizionali di produzione di energia diventano sempre più costose.

Come si misura l’energia?

Secondo il Sistema Internazionale, l’unità di misura dell’energia è il Joule: esso rappresenta l’energia necessaria per sollevare di un metro un corpo con peso di hg (ettogrammo).

Il Watt (W) misura il lavoro compiuto da un Joule in un secondo (W=J/s) ed è l’unità di misura della potenza.

Quando si parla di energia elettrica, l’unità di misura utilizzata convenzionalmente è il Wattora (Wh), che definisce l’energia consumata in un certo periodo di tempo. Il Wattora corrisponde a 3.600 Joule, perché se:

W=J/s

· quanti secondi ci sono in 1 h? 60 minuti x 60 secondi= 3600 s

· 1 Wh quanti J sono? W x h=J/s x h W x h=J/s x 3600s Wh=3600J

Conoscendo la potenza di un qualsiasi elettrodomestico, è possibile calcolare l’energia che esso consuma, moltiplicando la sua potenza per le ore di utilizzo.

Anche il calore ha le stesse unità di misura dell’elettricità. Nella maggior parte dei casi, però, quando si tratta di misurare l’energia prodotta da una caldaia si usa la kilocaloria (kcal) e la potenza di una caldaia si misura in kcal/h. Una kcal è definita come la quantità di calore necessaria per riscaldare di un grado centigrado un Kg di acqua.

1 kW corrisponde a 860 kcal/h.

Occorre inoltre specificare che l’unità di misura comunemente usata a livello internazionale per i bilanci energetici è il tep o tonnellata equivalente di petrolio: esso rappresenta il calore sviluppato bruciando una tonnellata di petrolio ed equivale a circa 42 miliardi di Joule.

1 tep = 11.628 kWh = 10.000 kcal.

La potenza è la quantità di energia nell’unità di tempo; quindi, è tanto più elevata quanto maggiore è la quantità di energia e quanto più piccolo è il tempo al quale ci si riferisce. Per ottenere la potenza, occorre dividere l’energia per il tempo durante il quale esse viene generata o utilizzata; viceversa, per ottenere l’energia, occorre moltiplicare la potenza per il tempo. È quindi possibile, con calcoli molto semplici, passare da energia a potenza e viceversa. L’energia è la capacità di compiere un lavoro; quindi, misurare l’energia significa misurare la quantità di lavoro che quell’energia è in grado di compiere, cioè misurare, una volta avvenuta la trasformazione di energia in lavoro, la forza applicata e lo spostamento nella direzione della forza, facendone poi il prodotto.

Nel Sistema Internazionale, il lavoro viene misurato in Joule, la forza in Newton, lo spostamento in metri. Quindi, un Joule = 1 Newton x 1 metro. Un Newton equivale approssimativamente alla forza occorrente per sollevare 100 grammi. Conseguenza, un Joule è il lavoro che bisogna effettuare per sollevare 100 grammi di un metro (circa), cioè per alzare da terra un oggetto fino a posarlo sul piano di un tavolo.

Dunque, una persona che solleva da terra fino al livello di un tavolo un oggetto di piccole dimensioni e di peso modesto fa un lavoro di qualche Joule. Ma un sollevatore di pesi che alza 100 chilogrammi a due metri di altezza fa un lavoro 2.000 volte maggiore: infatti, 100 chilogrammi sono pari a 1.000 volte 100 grammi, e due metri sono il doppio di un metro.

In Italia per produrre 1 kWh elettrico, con centrali termoelettriche, si immettono in atmosfera in media 0,55 Kg di CO2.

Come si può fare per risparmiare energia?

Le fonti primarie di energia non sono inesauribili e le fonti rinnovabili non sono in grado di coprire le richieste crescenti. E’ dunque necessario favorire il più possibile il risparmio energetico, che può essere ottenuto anche modificando di poco il nostro stile di vita.

Ogni volta che si risparmia energia, o la si usa in modo più efficiente, si contribuisce indirettamente anche a ridurre l’inquinamento. Naturalmente, non basta il risparmio casalingo: occorre che anche le industrie, le fabbriche, gli uffici siano in regola con le norme, e che prendano dei provvedimenti per limitare i consumi, aumentare l’efficienza degli strumenti utilizzati e diminuire gli scarichi dannosi, mediante l’uso di depuratori e filtri. L’industria Italiana, nel suo complesso, ha già ridotto in maniera significativa le emissioni, sia di origine energetica che di processo.

Occorre ridurre l’uso dei combustibili e diventa necessaria una forte spinta dal basso per convincere i politici della necessità di attuare serie misure di controllo delle emissioni. A questa azione è opportuno aggiungere una serie di misure da attuarsi a livello locale per iniziare sin da subito la riduzione delle emissioni.

Gli obiettivi sono:

riduzione dei consumi di energia;

aumento dell’efficienza energetica attraverso l’adozione diffusa della cogenerazione;

promozione delle energie rinnovabili;

riduzione dell’uso dell’auto privata e potenziamento dei sistemi di trasporto pubblico (su ferro);

riduzione dei consumi (ogni prodotto richiede energia, e quindi emissioni di CO2) e preferenza per i prodotti locali

C’è ancora molto spazio per una riduzione dei consumi di energia. Come? Attraverso queste azioni: modificare o sostituire gli impianti più energivori, ad esempio con la cogenerazione e con il recupero di calore; riciclare i rifiuti dei processi di lavorazione; ottimizzare i processi di produzione mediante un maggior ricorso al monitoraggio, al controllo, alla lavorazione in linea e ad una maggiore diffusione di tecnologie avanzate, come le pompe di calore, i motori ad alto rendimento

Come risparmiare energia nella vita quotidiana?

Anche i cittadini, uno per uno, possono fare molto a casa propria, risparmiando energia per sé e per la terra. La cosa più importante è evitare gli sprechi: il risparmio è la fonte più importante di energia.

È possibile risparmiare fino al 50% dell’energia scegliendo con oculatezza le apparecchiature che dobbiamo acquistare e adottando una serie di accorgimenti, anche molto piccoli.

Ad ogni attività della nostra vita quotidiana è associato un fabbisogno di energia, dunque nel nostro piccolo, possiamo contribuire a risparmiare un po’ di energia. Una famiglia media italiana potrebbe risparmiare il 15% delle spese per il riscaldamento, il 10% per gli elettrodomestici e il 20% per la benzina semplicemente modificando leggermente il proprio comportamento per usare meglio l’energia. In questo modo è possibile diminuire le spese di energia in bolletta e contribuire alla riduzione dell’inquinamento ambientale.

Migliorare l’efficienza energetica non significa che i cittadini debbano rinunciare a svolgere attività per risparmiare energia. È vero però il contrario: nuove tecnologie e diverse abitudini comportamentali permetteranno ai cittadini di fare di più, migliorando le proprie condizioni di vita senza pregiudicare il comfort. Il miglioramento dell’efficienza energetica, quindi, significa riduzione dei costi e maggiore sostenibilità, ma è anche una grande opportunità per stimolare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro.

Il possibile utilizzo dell’energia in un modo più efficace riguarda tutti, indistintamente: industrie, servizi commerciali, fornitori, negozi, edilizia, trasporti e nuclei familiari. Tutti possiamo contribuire a questo risparmio, a tutti i livelli della società, dai responsabili nazionali, regionali e locali delle decisioni alle banche, alle istituzioni internazionali e ai singoli cittadini.

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